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Adobe Shadow, fresco fresco dai Labs per una nuova simbiosi tra smartphone e PC

Ultimamente ci siamo occupati spesso di prodotti concepiti anche (o soprattutto) per web developer. L’applicazione di cui ci occupiamo oggi è l’ultima nata di casa Adobe, la bella Adobe Shadow: vi potrà essere estremamente utile sia per collegare in wireless PC e qualsiasi dispositivo abbiate, che si tratti di smartphone o di tablet.

A che servirebbe il collegamento? Sia a visualizzare in contemporanea su tutti i dispositivi che avete collegato (non c’è limite nel numero) la pagina web su cui state lavorando, sia ad effettuare operazioni di debug, lavorando sul codice dal vostro PC e verificando le modifiche in tempo reale su tutti gli altri schermi. In più, almeno per il momento, è gratuita.

Vediamo più in dettaglio come funziona.

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AIDE: l’App che vi permetterà di compilare Android App sul vostro Android!

E poi parlano di allitterazione…

Sviluppatori, è la vostra giornata. L’applicazione che andiamo a recensire ora farà felice chi si diverte a giocare, a livello più o meno serio, con il codice del nostro robottino verde preferito: AIDE – acronimo che sta per Android Integrated Development Environment, ovvero ambiente di sviluppo integrato per Android – è l’applicazione che mancava.

In un mondo in cui i dispositivi portatili stanno prendendo sempre più piede, in particolare per quel che riguarda i tablet, poter programmare per Android esclusivamente su PC è un po’ una limitazione. AIDE è l’alternativa mobile ad Eclipse e simili.

Ma cosa ci permette di fare questo gioiellino?

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Oltre i 50MB: ora fino a 4GB per le app Android

Questa notizia rallegrerà soprattutto gli sviluppatori, grandi o piccoli che siano. Il limite massimo imposto agli apk è sempre stato di 50MB: per i giochi più elaborati, come quelli dalla grafica elaborata, 3D, e così via – presente la Gameloft, tanto per dirne una? – è sempre stato necessario ricorrere a server privati e far scaricare a parte all’utente i file aggiuntivi. (E visto che la finestra dei famosi 15 minuti per essere rimborsati è sempre partita all’inizio dell’installazione, la cosa ha causato non pochi problemi per applicazioni pesanti… e non funzionanti.)

Google ha finalmente implementato la novità di cui aveva parlato già all’I/O del 2011: gli apk devono sempre avere dimensione massima di 50MB, ma Google offre la possibilità di ospitare sui propri server due file di espansione fino a 2GB l’uno. Un bell’aiuto per gli sviluppatori, che non dovranno più sobbarcarsi costi anche abbastanza onerosi, ma anche per l’utente, che potrà vedere le dimensioni effettive dell’app prima di decidere se scaricarla o meno.